Dario Pellegrini

Dario Pellegrini.jpeg

Dario Pellegrini, 17 agosto 1968 - 27 febbraio 2022

Quando ho conosciuto Dario ho pensato "è bellissimo" – è stato un colpo di fulmine potente. Ma ancora non avevo idea di quanto fosse bello dentro.  Più lo conoscevo e più ero sicura che fosse l'uomo della mia vita.  Era un ragazzo dolcissimo, simpatico, umile e con un'intelligenza straordinaria, sapeva fare tutto e ciò che non sapeva fare lo studiava e riusciva a farlo.  Eravamo diversi, io molto solare molto estroversa, molto predisposta a fare amicizie, festaiola, e circondata da tanta gente. Lui molto più chiuso, ma buono, generoso sincero.  Disponibile con gli amici, felice quando li frequentava ma anche bisognoso di starsene a casa nel suo nido con i suoi grandi amori, la moglie e suo figlio. Tutti gli volevano un gran bene.  Dario è stato un marito speciale e un padre sempre presente, ci adorava e diceva sempre "voi siete la mia vita”, ma era anche certo che lui era la nostra di vita.  Amava tanto anche la sua famiglia...borbottava a volte nei confronti della mamma, a volte nei confronti di un fratello ma li amava tantissimo e diceva sempre "noi fratelli non ci scambiamo tante smancerie ma mi farei in quattro se uno di loro avesse bisogno e loro lo farebbero per me.  Ancora di più per la madre.  A volte non era d'accordo con lei, ma quando gli dicevo "chiediamo a tua madre se vuole partire con noi" era felice perché la vedeva contenta, era felice quando sapeva che lei stava bene.  Anche con la mia famiglia era sempre pronto e amava tutti (i miei genitori, le mie sorelle, i miei cognati, mia nipote Giulia), gli piacevano le serate o i pranzi a casa di mamma quando eravamo tutti e si sentiva in famiglia e si parlava, si rideva, si giocava.
Dario nella sua semplicità era un grande uomo con valori veri, semplici.  Meritava l'amore che riceveva.  Non voglio farlo passare per un santo, aveva anche lui i suoi difetti, per esempio era testardo e se decideva di fare o non fare qualcosa non lo smuovevi dalle sue convinzioni anche se era palese che avesse torto.  Nei confronti del cancro ha reagito con dignità ed era lui a dirmi sempre “Non ti preoccupare, vinceremo noi”, anche se, lo capisco oggi, sapeva benissimo che stava andando via.  
Dario sapeva farsi amare e noi lo abbiamo sempre amato, lo amiamo e lo ameremo sempre, non ne possiamo fare a meno.  Lui ora c'è in un'altra dimensione ma io e chiunque lo ama lo avrà sempre vicino.